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4ESSE per le famiglie

Oggi le problematiche delle imprese italiane non sono molto differenti da quelle che affrontano  le famiglie, soprattutto in tempo di “crisi da sovraindebitamento”.

Cos’è di preciso il sovraindebitamento? Si tratta del risultato dato dall’elevato livello indebitamento, spesso generato dai prestiti concessi da banche e/o altre istituzioni finanziarie, combinato alla riduzione della propria capacità reddituale. Facile intuire come sia fondamentale cercare soluzioni ai debiti di imprese o singoli individui.

I segnali di “crisi” dell'indebitamento risultavano evidenti da tempo. Ad esempio, uno studio di Adiconsum condotto tra il 2003 e il 2006, anticipava l’odierna situazione.

Oggi, dopo l'avvento della crisi economica il numero di sovraindebitati è sempre crescente.

Qualche anno fa nacque “dal nulla”, sul modello americano, un’agenzia debiti (con omonima ragione sociale), che sembrava potesse risolvere ogni problema di indebitamento, anzi garantiva tali risultati che nella realtà non si possono ottenere.

4ESSE&PARTNERS aiuta le famiglie e le aziende a difendersi da comportamenti predatori dei creditori o di altri soggetti che possono intervenire nel rapporto di debito.

FAQ:

1. Cosa succede quando non pago un Debito? »

Nelle situazioni più gravi si può incorrere in situazioni spiacevoli.

L'iter per il recupero credito è articolato in 3 fasi:

  1. messa in mora: si tratta di una comunicazione con la quale il creditore informa il debitore che per via della morosità non ha più diritto alla rateizzazione, e viene invitato a versare l’intera somma restante entro un determinato periodo. Questa comunicazione può essere una DBT (Decorrenza beneficio del termine).

  2. L'ingiunzione al pagamento, con cui il creditore entra in possesso del titolo esecutivo. Al decreto ingiuntivo è possibile opporsi entro 40 giorni.

  3. Atto di precetto: è un ultimatum di 10 giorni, trascorsi i quali il giudice è autorizzato a procedere al pignoramento. L'atto ha una validità di 90 giorni.

Le tempistiche per queste procedure sono variabili e dipendono da tanti fattori: l'importo del debito, i tempi di banche/finanziarie e dal tribunale. Non esistono termini legali entro i quali gli atti debbano essere notificati, né un numero di rate preciso dopo il quale scattano i provvedimenti.

L'attività di recupero crediti è sottoposta al regime autorizzatorio di cui all'art.115del R.D. 773/1931 (T.U.L.P.S.)

2. Cosa si intende per segnalazione alla Centrale dei Rischi (CRIF)? »

Quando sorgono delle inadempienze ripetute è possibile che il soggetto moroso venga «segnalato».

La segnalazione del primo ritardo di pagamento viene resa visibile sul SIC (Sistemi di informazioni creditizie). L'istituto di credito invierà 15 giorni prima una comunicazione che avvisa dell'avvenuto ritardo. In questo modo il debitore avrà la possibilità di verificare eventuali disguidi.

Uno dei SIC è il CRIF (Centrale Rischi Finanziari), un gestore di un sistema di informazioni creditizie il cui scopo non è solo quello di classificare i "cattivi pagatori", ma quella di valutare anche il merito creditizio e contenere il rischio attraverso segnalazioni, inviate da banche e finanziarie. Un istituto di credito autorizzato può interrogare la CRIF per valutare le richieste di un proprio cliente di un prestito. Eventuali segnalazioni genereranno difficoltà ad accedere ad un nuovo credito.

3. Saldo e Stralcio »

È sempre possibile proporre al creditore una soluzione di saldo e stralcio, ovvero una regolazione stragiudiziale del debito insoluto, con promessa di stralcio (sconto sul capitale iniziale dovuto) e/o un piano di rientro rateale (pagamento a rate).

Il debitore normalmente, per il suo coinvolgimento diretto, è il peggior negoziatore. Ecco perché 4ESSE & PARTNERS ha più possibilità di concludere un buon accordo.

4. Quando avviene il Pignoramento? »

Nel caso non si trovi un accordo tra le parti e il caso arrivi davanti al giudice, il creditore potrebbe ottenere un pignoramento dei beni del debitore.

Il pignoramento e altre forme cautelari sono previste anche per il mancato pagamento di debiti fiscali. Si dà corso alle procedure esecutive solo per i debiti più rilevanti per i quali persiste il mancato pagamento e soltanto in presenza delle condizioni stabilite dalla legge.

5. Quando il debito viene trasferito alle Società di Recupero Crediti? »

Quando un creditore di professione (es. le banche) considera un debitore insolvente, nella maggior parte dei casi affida la pratica ad una società di recupero crediti. In certi casi si può prevedere anche la cessione del credito, che codice civile disciplina in due forme, dette "pro-soluto e pro-solvendo". Nella prima ipotesi la banca garantisce la sussistenza e la validità del credito, ma non la solvibilità del debitore; mentre nella seconda, garantisce la solvenza del debitore.

Fin dove si possono spingere le società di recupero crediti?

Pur di incassare, le società di recupero crediti utilizzano tecniche di pressione che vanno oltre l'accettabile. La condotta di una società può essere giudicata "pratica commerciale aggressiva" quando forza il consumatore a pagare con minacce presunte e fantasiose.

Il mancato pagamento dei debiti non rappresenta mai un reato, ma che può comportare conseguenze spiacevoli per il debitore: segnalazione alla banca dei dati della CRIF, pignoramento di beni mobili/immobili, pignoramento dello stipendio.

I recuperatori non possono riferire informazioni false o ingannevoli, non possono minacciare iniziative legali o sproporzionate e se si dovessero presentare con maleducazione e arroganza non esitate a diffidarli, e a segnalare le eventuali azioni intimidatorie alle autorità.


6. Come viene tutelato il Consumatore/ Debitore? »

È Vietato, Sono Vietati/e

  • i comportamenti lesivi della dignità del debitore;
  • comunicare informazioni relative ai mancati pagamenti a soggetti diversi dal debitore;
  • le affissione di avvisi di mora;
  • si possono utilizzare usare solo plichi chiusi e senzascritte;

Sul diritto di essere informato, il debitore ha il diritto:

  • che le segnalazioni alle banche dati devono essere precedute da un avviso della Banca o della Finanziaria;
  • di avere l informativa della Centrale Rischi direttamente dalla nostra Banca/Finanziaria;
  • di contestare eventuali segnalazioni alle Banche dati Pubbliche e Private;
  • vedere rettificare le errate segnalazioni di sofferenza/credito ristrutturato entro 3 giorni dalla richiesta.

7. Cos’è la Prescrizione? »

La prescrizione nell'ordinamento civile italiano indica l'estinzione di un diritto conseguente al suo mancato esercizio per un determinato periodo di tempo (la materia è regolata dagli articoli 2934 - 2963 del Codice Civile).

Questo vuol dire che bisogna contestare attivamente il decorso dei termini, senza attendere che sia il giudice a rilevare il fatto, ovviamente il pagamento del debito preclude la possibilità di opporre la prescrizione.

8. Qual è la fonte normativa sul sovraindebitamento? »

Si tratta della Legge n.3 del 27 gennaio 2012, Capo II - Sezione I, come integrata e modificata con legge n. 221 del 17 dicembre 2012.

Con questo provvedimento, i soggetti in perdurante squilibrio economico tra le obbligazioni assunte (pagamenti da effettuare) ed il patrimonio liquidabile, con impossibilità di far fronte ai propri impegni, possono accedere alle procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento.

Le norme introdotte dalla Legge 3/2012 e s.m.i. sembrano completare l’ordinamento concorsuale italiano, in quanto consentono, anche al privato cittadino o al piccolo imprenditore, da un lato di bloccare le azioni giudiziarie avviate autonomamente dai singoli creditori, e dall'altro di proporre un piano di rientro al ceto creditorio. Si rende dunque possibile, previo ampio consenso dei creditori interessati e con l’omologa da parte del tribunale del luogo di residenza del debitore, accedere ad un accordo di ristrutturazione del debito simile a quello previsto dall’art.182 della Legge Fallimentare.

 

 

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