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Trust e separazioni coniugali

Le recenti novità introdotte dal governo Renzi sul tema delle separazioni coniugali, rendono quanto mai attuale il Trust quale strumento di composizione della crisi familiare.

In particolare sappiamo che da essa discendono obblighi reddituali e patrimoniali (l’assegno di mantenimento in sede di separazione personale dei coniugi, ad esempio).

Il trust, quindi, rappresenta un validissimo strumento per definire gli interessi patrimoniali che insorgono per effetto della crisi coniugale.

I coniugi, attraverso il trust, possono regolamentare e tutelare aspetti personali e patrimoniali che non sarebbe diversamente possibile soddisfare con gli strumenti a disposizione nel nostro ordinamento.

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Il Trust si dimostra anche efficace e duttile quando, preventivamente istituito dal disponente, con i beni che si vogliono far uscire dal proprio patrimonio personale, viene utilizzato per prevenire, o limitare, le richieste economiche dell’altro coniuge in sede di separazione.

Il suo effetto segregativo, infatti, fa sì che si escludano dalla valutazione economica complessiva del coniuge obbligato tutti i beni che lo stesso ha voluto far uscire dal suo patrimonio personale.

È doveroso tuttavia precisare che un atto di questo tipo è estremamente delicato e la sua validità sarà subordinata al rispetto di alcuni principi al fine di evitare immediate e legittime azioni revocatorie destinate a tutelare i diritti dell’altro coniuge.

 

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