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Trust

Uno degli strumenti più flessibili ed efficaci che 4ESSE & PARTNERS propone ai suoi clienti per la gestione del patrimonio è il TRUST.

Il TRUST è un atto tra due parti attraverso il quale l'una (Istituente) pone nelle disponibilità dell'altra (Trustee), il controllo dei propri beni affinché questi li gestisca, custodendoli o impegnandoli a favore di uno o più terzi (Beneficiari).

Oggi le famiglie italiane si affidano sempre più al supporto di consulenti in grado di offrire strategie  per la protezione del patrimonio da rischi che possono essere endogeni o esogeni

  • Tra i rischi esogeni che minacciano l’integrità del patrimonio familiare rientrano certamente i rischi imprenditoriali, di responsabilità civile, professionale, amministrativa o di non corretta gestione. L’oggettiva difficoltà che ne consegue può creare i presupposti per aggressioni anche del patrimonio familiare, se non adeguatamente protetto.
  • Oltre a ciò annoveriamo anche rischi (endogeni) di dispersione del patrimonio.  Le crisi matrimoniali, ad esempio, sono spesso accompagnate da obblighi reddituali, patrimoniali, previdenziali e successori. Assegno di mantenimento di coniuge e figli, liquidazione una tantum del coniuge, pensione di reversibilità e parziali diritti successori dell’ex coniuge rappresentano un importante oggetto di riflessione in relazione al mantenimento dell’integrità del patrimonio.

Cosa avviene con la costituzione di un atto di trust?

Un soggetto trasferisce la titolarità di alcuni beni (determinati), ne perde quindi il possesso ad un altro soggetto che li custodisce e li gestisce a favore di un soggetto terzo.

Il soggetto che trasferisce i beni, in Italia, è comunemente noto come “disponente” o, più correttamente, “istituente”. I soggetti incaricati di custodire i beni sono definiti “Trustees” e la persona che beneficerà del TRUST è definito “beneficiario”; i beni che vengono posti sotto il controllo del Trustee costituiscono il “fondo in TRUST”.

Attenzione: un comune equivoco è ritenere che i beni siano di proprietà del TRUST.

Infatti un TRUST, diversamente che una società, non può possedere beni; al contrario, i Trustees ne sono i titolari effettivi senza che ciò comporti l’arricchimento del proprio patrimonio personale.

Il tratto distintivo di un TRUST è dunque la separazione della titolarità dei beni del fondo in TRUST dal patrimonio personale dei Trustees di cui ne sono i legittimi titolari, ma in ogni tempo dovranno perseguire esclusivamente l’interesse dei beneficiari, non il proprio.

Perchè avvalersi di un TRUST?

Nella maggior parte dei casi, il tipo di TRUST in cui le persone sono chiamate a prendere direttamente delle decisioni concerne la sistemazione delle loro questioni patrimoniali familiari. In tale contesto, la principale attrattiva dei trusts è che questi concedono al disponente la più ampia affidabilità su come i beni verranno impiegati.

Più semplicemente, i trusts offrono uno strumento di controllo e gestione della liquidità o della proprietà per persone che potrebbero non essere in grado o pronte a farlo per loro stesse. Infatti possono essere creati per beneficiare persone che non sono ancora nate – come ad esempio tutti i futuri nipoti che qualcuno potrebbe avere.

Alcune delle più comuni situazioni familiari ove i trusts sono utilizzati:

  • provvedere ad un coniuge dopo la morte, proteggendo al contempo gli interessi dei figli;

  • Wealth Management;

  • Trasferimento della propria ricchezza alle future generazioni/successioni;

  • governance delle società/azionariato di famiglia;

  • successioni per proteggere l’eredità dei figli minori finché questi non raggiungano un’età in cui possano provvedere da soli a loro stessi;

  • assistenzaa parenti deboli che è improbabile possano salvaguardare i propri interessi;

  • agevolare la pianificazione della successione degli affari della famiglia.

Come operiamo?

Quando incontriamo un cliente interessato al TRUST, per prima cosa, procediamo ad una raccolta di informazioni fondamentale comprendere gli scopi per i quali questi intende costituire un TRUST. 

Le informazioni sono altresì funzionali alla stesura di una bozza di atto istitutivo diTRUST.

Le informazioni che raccoglieremo dal cliente sono essenzialmente relative a

  • nome, durata e scopo del TRUST;

  • situazione familiare del disponente;

  • situazione patrimoniale del disponente;

  • provenienza del suo patrimonio (alcune informazioni come le donazioni fatte/ricevute in vita sono importanti ai fini del calcolo delle imposte indirette);

  • informazioni sui futuri Beneficiari del TRUST (del patrimonio, del reddito, sulle possibili modifiche e sostituzioni dei beneficiari da parte del disponente e dei beneficiari stessi, sull’ipotetico guardiano).

Oltre alle predette attività, vi è inoltre:

  • l’acquisizione del consenso al trattamento dei dati personali, secondo il Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196;

  • l’identificazione del cliente per adempiere agli obblighi antiriciclaggio previsti dal D. Lgs. 231/2007;

  • la compilazione del registro della clientela ai fini antiriciclaggio cartaceo;

  • l’acquisizione della dichiarazione del cliente in cui afferma di aver dato dati veri per l’identificazione, sempre prevista dal D.Lgs. 231/2007

Assunzione dell’ufficio di Trustee

Allorché costituito il TRUST, i primi adempimenti cui il Trustee deve assolvere sono:

  1. identificazione del titolare effettivo in osservanza al D. Lgs 231/2007;

  2. richiesta codice fiscale del TRUST;

  3. comunicazione ai beneficiari della loro nomina (ove individuati);

  4. stampa e vidimazione (eventuale) del libro degli eventi;

  5. apertura conto corrente del TRUST;

  6. predisposizione degli archivi per la gestione del beni in trust (banche, tasse, contabilità).

Successivamente, si avvia la gestione dei beni in trust che, in relazione alla natura dei beni conferiti nel fondo, può includere la gestione di immobili (contatti dell’amministratore di condominio, assicurazioni sull’immobile, pagamento IMU, gestione degli affitti), gestione di partecipazioni societarie (partecipazioni ad assemblee), gestione investimenti azionari e/o obbligazionari.

Assunzione dell’ufficio di Protector (Guardiano)

Il ruolo di guardiano è svolto secondo le disposizioni espresse del “Disponente” nell’atto istitutivo ed i poteri ivi contenuti.

Il ricorso al guardiano è ormai prassi diffusa e si potrebbe configurare come il consulente del “Disponente” che individua tale figura secondo criteri di capacità e/o fiducia.

Di norma i poteri sono soprattutto di sorveglianza dell’operato del Trustee rispetto agli scopi indicati nell’atto istitutivo, ma potrebbe anche essere dotato di poteri di revoca del Trustee ove questi risultasse inadempiente o assumesse comportamenti contrari  o lesivi degli interessi dei beneficiari o semplicemente difformi dall’atto istitutivo.

In conclusione, i suoi compiti non sono di norma operativi, ma consultivi e di sorveglianza.

 

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